I ritardanti di fiamma sono quelle sostanze che vengono utilizzate come additivi in moltissimi materiali per ridurre la propagazione del fuoco.

Numerosi test ed analisi scientifiche condotte nel tempo hanno però dimostrato che alcuni di questi composti chimici fanno ormai parte della nostra catena alimentare, con conseguenze anche gravi sulla salute delle persone.

L’ultimo studio sul tema è stato pubblicato lo scorso anno su Chemosphere, da Tiziano Bonato e Rossano Piazza dell’università Ca’ Foscari Venezia e Giovanni Beggio e Alberto Privato dell’Università di Padova.

Lo studio, intitolato “Maize plant (Zea mays) uptake of organophosphorus and novel brominated flame retardants from hydroponic cultures”, ha voluto indagare la concentrazione dei ritardanti di fiamma analizzando le piante di mais.

In base a quanto è emerso si ha avuto ancora una volta la conferma del così detto “fenomeno di bioaccumulo”, ovvero quel processo che vede le sostanze tossiche inquinanti accumularsi all’interno di un organismo, in concentrazioni superiori rispetto all’ambiente circostante.

 

Il bioaccumulo di ritardanti di fiamma è un grosso problema?

Quello dei ritardanti di fiamma è un accumulo biologico che coinvolge non solo le piante, ma l’intera nostra catena alimentare, purtroppo. E il numero di test che confermano la tossicità di alcune sostanze flame retardant e la loro presenza massiccia nell’ambiente va via via aumentando.

Ma quel che è peggio è che la potenziale pericolosità coinvolge non solo le vecchie formulazioni, ma anche i composti di ultima generazione.

Infatti alcuni nuovi ritardanti di fiamma hanno un’elevata stabilità chimica e per questo, una volta che finiscono nell’ambiente attraverso diverse vie, vengono dispersi e si accumulano all’interno degli organismi viventi, come piante ed animali, compreso l’uomo.

Proprio per le conseguenze che le elevate concentrazioni di queste sostanze potenzialmente tossiche possono provocare nel tempo, ormai è chiara la necessità di abbracciare sempre di più un’economia di tipo circolare e sostenibile.

In pratica, le aziende che utilizzano ritardanti di fiamma nei loro processi industriali dovrebbero iniziare a pensare attentamente a tutto il ciclo di vita del prodotto, soprattutto quando si ha a che fare con merce di largo consumo.

Anche perché gli acquirenti oggi sono molto più consapevoli e attenti nelle proprie scelte, sia perché vogliono tutelare il più possibile la propria salute sia perché sono diventati più sensibili all’ambiente.

 

La soluzione? Adottare un’alternativa efficace ma sostenibile

Alla luce dei nuovi studi che stanno approfondendo il pericolo di tossicità da parte di alcuni ritardanti di fiamma utilizzati oggi, le regolamentazioni si fanno sempre più stringenti e scrupolose, di pari passo con un mercato che chiede soluzioni nuove e meno nocive.

Per questo le aziende si stanno orientando sempre più verso la scelta di un ritardante di fiamma eco-compatibile e sicuro per la propria produzione industriale.

Infatti i vantaggi che possono ottenere nel breve e lungo periodo, adottando un ritardante di fiamma sostenibile, sono:

  • un prodotto in linea con le nuove esigenze del mercato, nel pieno rispetto delle normative ed apprezzato dai consumatori;
  • la tutela delle persone e dell’ambiente, offrendo un contributo positivo alla società con soluzioni etiche e sostenibili che danno valore al brand;
  • un business più facile da ampliate, poiché si ottengono prodotti da poter proporre in più ambiti.

Ascoltando le esigenze dei consumatori e – di conseguenza – delle aziende, il Gruppo Alpha ha sviluppato ALFRIMAL®, una linea di ritardanti di fiamma industriali, completamente atossica, adatta per una moltitudine di settori: tessile, elettrico, chimico, plastico e della gomma.

ALFRIMAL® è un prodotto sicuro e sostenibile e riesce a coniugare l’elevata efficacia di risultato con il rispetto della salute ed il benessere dei lavoratori e dei consumatori.

Questo è possibile grazie alla sua composizione a base di alluminio idrossido, che genera una risposta a 3 step:

  1. la prima reazione di ALFRIMAL® è endotermica e funziona raffreddando la fonte del fuoco;
  2. l’acqua generata dal prodotto ostacola l’ossigeno nell’aria;
  3. l’ossido di alluminio rimane come uno strato protettivo inerte sulla superficie del materiale solido.

ALFRIMAL® è la soluzione su misura per le esigenze di oggi, guardando allo sviluppo futuro del tuo business.

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Oswald Zimmerhofer
Direttore generale

 

 

 

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